
Quattro panel, una generazione
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A settembre 2026 c’è chi vede un eccesso di euforia e chi, invece, riconosce un ciclo di investimenti in una tecnologia già in uso nell’economia reale. I numeri restano alti: valutazioni elevate, spesa record e ricavi in crescita. Ma i bilanci di chi spende di più e la pressione sul cash flow rendono il quadro più complesso di una semplice bolla.

NVIDIA resta la società più capitalizzata al mondo, intorno ai 5,27 trilioni di dollari al close dell’11 settembre. Il titolo è sceso rispetto ai massimi di maggio, ma i conti tengono: circa 303 miliardi di dollari di ricavi negli ultimi dodici mesi e utili netti vicini ai 193 miliardi. Qui sta una differenza importante rispetto a molte storie di bolla: chi vende i chip sta già incassando.
OpenAI, dopo il round da 122 miliardi chiuso a marzo, resta valutata 852 miliardi sul mercato privato e ha avviato il percorso verso la quotazione. Anthropic, con la Series H da 65 miliardi di maggio, è a 965 miliardi e punta a un IPO nei prossimi mesi. La stessa Anthropic ha indicato un ricavo annualizzato sopra i 47 miliardi a maggio. Non è ancora la prova che le valutazioni private siano giuste. È la prova che il mercato non sta prezzando solo una promessa vuota.
Nel primo semestre 2026 le startup AI avevano già raccolto 407 miliardi di dollari di venture capital, più di tutto il 2025. OpenAI e Anthropic da sole ne hanno assorbiti circa 217. SoftBank e altri grandi fondi hanno contribuito in modo decisivo, mentre i principali hyperscaler — Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Oracle — sono sulla strada di spendere tra 690 e 800 miliardi di dollari in infrastrutture nel solo 2026. Per i quattro maggiori, le stime più citate dopo i conti estivi si aggirano intorno ai 735-750 miliardi.

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