Azzurra Libertà 2026
A Montesilvano la convention dei giovani di Forza Italia ha mostrato che la distanza tra le nuove generazioni e i partiti nasce soprattutto dallo svuotamento dei luoghi di formazione, e che restituire loro uno spazio è ancora possibile.

«Se la politica vuole tornare a parlare ai ragazzi, deve prima riuscire a farli incontrare»
Che i giovani si siano allontanati dalla politica è un'affermazione che si sente ripetere a ogni tornata elettorale, spesso accompagnata dalla rassegnazione di chi la considera un dato acquisito, e che si tende ad attribuire a una generazione distratta, disillusa o semplicemente disinteressata. Chi ha trascorso dall'11 al 13 settembre i tre giorni di Azzurra Libertà, la convention annuale di Forza Italia Giovani che quest'anno si è svolta a Montesilvano, ne è tornato con un'impressione diversa, o quantomeno più complicata.
Cosa manca
Il disinteresse, in realtà, spiega poco. Ciò che è venuto a mancare negli ultimi decenni sono soprattutto i luoghi in cui la politica si poteva praticare prima ancora di misurarla con il voto: le sezioni, le scuole di partito, le occasioni di incontro in cui un ragazzo di vent'anni poteva ascoltare un amministratore, contraddirlo e capire come una convinzione politica si trasforma in una scelta di governo. Quando questi spazi si riducono, la politica arriva ai giovani quasi soltanto attraverso lo schermo, nella forma della polemica quotidiana, ed è comprensibile che molti la osservino da lontano.
Dal Veneto all'Abruzzo
La delegazione vicentina, partita insieme al consigliere regionale Jacopo Maltauro dopo cinque ore di viaggio in auto, ha trovato a Montesilvano coetanei arrivati dal resto del Veneto e da tutte le regioni, molti dei quali già impegnati come sindaci, assessori o consiglieri comunali, accanto ai segretari regionali, provinciali e locali del partito. È un dettaglio che merita attenzione, perché dimostra che per molti di loro la politica è cominciata dal proprio comune, cioè dal livello in cui le decisioni producono effetti immediati e visibili sulla vita delle persone.
Il confronto diretto
Il confronto con il segretario nazionale e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, con i ministri, i parlamentari e gli imprenditori presenti si è svolto senza la mediazione a cui la comunicazione politica ci ha abituati, e proprio per questo ha avuto un valore che va oltre l'occasione. Una convention di partito è per sua natura un luogo di parte, e nessuno pretende il contrario; la formazione politica passa tuttavia anche dalla possibilità di discutere apertamente all'interno di una cultura condivisa, mettendo alla prova le proprie idee davanti a chi ha la responsabilità di tradurle in leggi. Anche le cene e le serate trascorse insieme, che a un osservatore esterno potrebbero sembrare un contorno, hanno contribuito a costruire relazioni destinate a durare più dell'evento.
Il ritorno nel Vicentino
I valori liberali e democratici in cui crediamo si rafforzano nel confronto con chi vive realtà diverse, a condizione di riportare poi a casa ciò che si è imparato: con questo spirito rientriamo nel Vicentino, con idee concrete da proporre al nostro territorio. Se la politica vuole tornare a parlare ai ragazzi, deve prima riuscire a farli incontrare.